Zootropolis 2, film diretto da Byron Howard e Rich Moore, vede di nuovo protagonisti la poliziotta Judy Hopps e il suo amico Nick Wilde, che nel film precedente era riuscito a superare l’esame per entrare in polizia. I due agenti dovranno indagare su un nuovo caso, che potrebbe rivelarsi uno dei più ardui e complessi della loro vita. Un misterioso rettile di nome Gary, giunto a Zootropolis, sta mettendo a soqquadro la città dei mammiferi.
Ospiti di un party prestigioso dove sarà presentato un libro misterioso, Judy (voce originale di Ginnifer Goodwin) e Nick (Jason Bateman) si trovano a dover impedire che Gary De’Snake (Ke Huy Quan) lo rubi. Nel tentativo però di fermarlo, vengono erroneamente scambiati per complici di Gary, trovandosi fuggitivi in sua compagnia. Capiscono presto che non è Gary il villain della situazione, anzi cercava il libro perché conterrebbe elementi che risolleverebbero la sua reputazione. Il cattivo è qualcun altro, che per mettere le mani sullo stesso volume non ha esitato in passato a uccidere… e lo farà ancora, se Nick e Judy non salveranno la situazione.
L’indagine, però, metterà a dura prova la collaborazione tra i due agenti, come mai accaduto prima d’ora…
Attitudini: Nessuna, film diretto da Sophie Chiarello, è un documentario sul trio comico, formato Aldo Baglio, Giovanni Storti e Giacomo Poretti, in arte Aldo, Giovanni e Giacomo, icone della commedia italiana contemporanea, che con i loro film e i loro spettacoli teatrali hanno divertito gli italiani negli ultimi tre decenni.
La regista segue il trio in un ritorno alle origini, permettendo ad Aldo, Giovanni e Giacomo di raccontare come e quando è nata la loro amicizia e il loro sodalizio artistico, come hanno accresciuto il loro talento e soprattutto come il destino li ha portati al successo, rendendoli una leggenda della comicità italiana.
Breve Storia d’Amore, il film diretto da Ludovica Rampoldi, racconta la storia di due coppie, due generazioni, quattro vite destinate a intrecciarsi in modo imprevedibile.
Da una parte Lea (Pilar Fogliati) e Andrea (Andrea Carpenzano), trentenni alla ricerca di equilibrio tra desiderio e stabilità. Dall’altra Rocco (Adriano Giannini) e Cecilia (Valeria Golino), cinquantenni che sembrano aver già scritto il copione delle loro vite. Una sera, in un bar, Lea incontra Rocco e tra loro scatta un’attrazione immediata e travolgente.
Da quel momento inizia una relazione clandestina, consumata tra le pareti anonime di una stanza d’albergo, fatta di incontri fugaci e carichi di tensione. Quel tradimento, in apparenza ordinario, si rivela il detonatore di un’escalation emotiva. In Lea nasce un’ossessione sempre più intensa, che la spinge a volersi insinuare nella vita di Rocco, oltrepassando il confine tra passione e controllo. Quando i rispettivi partner, Andrea e Cecilia, vengono risucchiati in questo vortice, la storia assume tratti inquietanti, fino a una resa dei conti inevitabile.
Una esplorazione lucida e sensibile delle zone d’ombra dell’intimità, dei desideri inconfessabili e delle crepe che si formano nelle relazioni adulte. Un film che interroga i confini tra amore, dipendenza e bisogno, in un dramma psicologico teso e sorprendente.
L’orchestra stonata, il film diretto da Emmanuel Courcol, vede protagonista Thibaut (Benjamin Lavernhe) un famoso direttore d’orchestra.
La sua vita cambia radicalmente quando scopre di avere una grave forma di leucemia. L’unico modo per salvarsi è il trapianto di midollo osseo, ma trovare un donatore compatibile non è semplice. Proprio a causa della scoperta della malattia, Thibaut viene a conoscenza di essere stato adottato. Un donatore perfettamente compatibile sembra essere suo fratello biologico che non ha mai conosciuto.
Si tratta di un modesto impiegato che vive in una piccola cittadina nel Nord della Francia e suona il trombone nella fanfara comunale. La banda rischia di sciogliersi e la fabbrica della città sta per essere chiusa. Thibaut parte per andare a cercare suo fratello e il loro incontro si rivela un’incredibile avventura che cambia la vita di entrambi per sempre.
Il Maestro, il film diretto da Andrea Di Stefano, è ambientato nell’estate di fine anni Ottanta e racconta la storia di Felice (Tiziano Menichelli), un ragazzino di tredici anni, talento ancora acerbo del tennis con una pressione enorme sulle spalle, quella di un padre che ha investito tutto nei suoi successi futuri.
Dopo anni di allenamenti rigorosi, è arrivato il momento dei tornei nazionali. Per prepararlo, il padre lo affida a Raul Gatti (Pierfrancesco Favino), ex tennista con un ottavo di finale al Foro Italico, sbandierato come un trofeo. Raul è un uomo disilluso, con le ambizioni rimaste a metà strada e un presente fatto di rimpianti. Eppure, accetta l’incarico, forse per cercare una seconda occasione, forse solo per sfuggire a se stesso.
Inizia così un viaggio lungo la costa italiana, un’estate di trasferte tra campi assolati e stanze d’albergo, tra vittorie mancate, bugie e incontri bizzarri. Nel confronto serrato tra maestro e allievo, emergono fragilità e paure. Felice impara che non si gioca per compiacere gli altri, e Raul scopre che anche una carriera incompiuta può trovare senso nell’incontro con chi è pronto a credere ancora. Tra loro nasce un legame profondo e inatteso, fatto di scontri e complicità.
Un rapporto che li cambierà entrambi. Un racconto di formazione e riscatto, dove lo sport diventa specchio della vita, perché certe estati arrivano una volta sola e lasciano il segno per sempre.
domenica 21.12.2025 ore: 20:30, l’evento sul tema del genocidio palestinese che preveda la proiezione d “La voce di Hind Rajab” con un breve dibattito moderato Bruno Martirani con Tony la Piccirella – attività della Global Sumud Flotilla – seguito dalla proiezione del film: LA VOCE DI HIND RAJAB – parte del ricavato andrà all’associazione “Global Sumud Flotilla”
La Voce di Hind Rajab, il film diretto da Kaouther Ben Hania, si svolge il 29 gennaio 2024. Nella Striscia di Gaza, devastata dall’invasione israeliana, una chiamata d’emergenza raggiunge i volontari della Mezzaluna Rossa.
Dall’altra parte della linea, la voce tremante di una bambina palestinese. È Hind Rajab, ha 6 anni ed è intrappolata in un’auto colpita dal fuoco in mezzo a una zona di combattimento. I soccorritori cercano disperatamente di mantenerla in linea, rassicurandola per guadagnare tempo. Mentre fuori si combatte, i soccorsi fanno di tutto per inviare un’ambulanza, cercando di localizzarla tra le strade devastate di Gaza City. Per oltre mezz’ora, la voce di Hind rimane l’unico legame i volontari. Poi, il silenzio.
Quella chiamata è diventata simbolo di impotenza e di umanità straziata, testimonianza di quanto, anche nel cuore del conflitto, la vita di un solo bambino possa mobilitare il mondo. Il nome di Hind Rajab resta nella memoria collettiva come simbolo della fragilità innocente colpita dalla guerra e della tenacia di chi ha provato, fino all’ultimo, a salvarla.
Buen Camino, il film diretto da Gennaro Nunziante, segue la vita di Checco (Checco Zalone), ricco e viziato erede di un impero di fabbricanti di divani.
Quando improvvisamente la figlia adolescente scompare nel nulla, è costretto ad abbandonare la sua gabbia dorata per mettersi sulle sue tracce. Checco finisce suo malgrado sul Cammino di Santiago, ed è costretto a seguire il percorso di pellegrinaggio. Questo viaggio inaspettato, fatto di fatica, vesciche, incontri e scontri, diventa un’occasione unica per conoscersi davvero.
Lungo il cammino, Checco non solo cerca di ritrovare la figlia, ma è costretto anche ad affrontare se stesso, trasformando una disperata ricerca in un’opportunità di redenzione e di profonda riconciliazione.